PREMIAZIONE DELLA XI EDIZIONE DEL CONCORSO INTERNAZIONALE "CITTA' DI BARI"
Presso la Sala Consiliare del Comune di Bari la premiazione dei vincitori della XI edizione del Concorso Internazionale “Città di Bari” indetto dalla locale Associazione
“Il papavero d’oro” fondata nel 1987 e presieduta dal pittore Enzo Sciannelli al quale hanno partecipato numerosi poeti e scrittori italiani nonché alunni di alcune scuole della provincia di Bari.
La giuria, presieduta da Anna Gramegna e composta da Vita Corallo, Alessandro Lunare, Marisa Di Mitri, Leonardo Sciannelli e Vincenzo Sciannelli ha assegnato i premi come appresso:
Poesia singola italiana
I premio a Roberto Borghetti di Ancona con la poesia “Ultimi giorni d’estate”,
II premio a Maria Vittoria Catapano di Roma con la poesia “L’albero della vita”,
III premio a Giannatempo Pasquale di Cerignola (FG) con la poesia “Una gelida pietra”
Premio giuria a: Alfonsina Caterino con la poesia – Desideri di un’anima insonne nella notte dell’umanità. Rosaria Autofermo con la poesia – Ti regalo una poesia.
Menzione speciale a:
Massimo Semeraro, Gelli Maria Rosa, Storelli Vincenzo, Marco Mauro, Anna Maria Passarella, Ferdinando Mastrantonio, Nicola Berardi, Davide Cellini, Anna Santarelli, Erminia Cursano, Celeste Romito, Giuseppe Marzulli, Maria Teresa Selvetti, Adolfo Stefanachi, Antonio Andriani, ed Anna Giannini Notarangelo.
Poesia Dialettale
I premio assoluto a Nicola Zambetti di Bari con la poesia “Chedda bèdda rezzetta nova”,
II premio a Mario Ruffini di Morrovalle (MC) con la poesia “Jinde o carcere”.
Racconto inedito-edito
I premio assoluto a Lenio Vallati di Sesto Fiorentino con il racconto “Il sogno”,
II premio a Cosimina Benedetto di Taranto con il racconto “Non si è mai soli”,
III premio a Alessandro Lattarulo e Renato Nicassio di Bari con il racconto “Confessioni notturne”.
Menzione speciale a: Camilla Zonno di Bari con il racconto – Papageno – Nicla Spadavecchia di Bari con il racconto – Un bisogno e un incontro dell’anima – Adriana Farenga di Bari con il racconto – De anima – Davide Cellini di Bagnolo di Ravenna con il racconto – La voce.
Per la sezione scuola i premi sono stati assegnati a:
I premio a Miriana Sicolo con la poesia “Lo spettro delle barbarie”, Scuola secondaria di 1°grado “C.Sylos” Bitonto 1ª D
II premio a Giancarlo Altieri di Bari con la poesia “Memore d’amore”, scuola media T. Fiore 3ª E
III premio a Carmela Maria Zizza di Ruvo di Puglia con la poesia “Polvere”, S.M.S. Carducci – Giovanni XXIII 3ª B Ruvo di Puglia
III premio exequo a Marika Cassano con la “La bellezza del mondo”, Scuola secondaria di 1° grado “C. Sylos” Bitonto 2ª G.
Menzione speciale a:
Vito Giberna 2ªL – Grazia Pasciulli 1ªD – Domenico Castoro 1ªD – Alessandro Caputo 2ªB – D’Aucelli Francesco 2ªD – Annamaria Ciocia 2ªD – Chiara De Francesco 2ªD – Giuseppe Calducci 2ªH – Luisiana Monopoli 2ªG – Rosa Pappappicco 3ªG – Isabella Mugolo 3ªG – Lidia Valletta 3ªH – Antonio Elia 3ªH tutti della Scuola secondaria di 1° grado “C. Sylos” Bitonto Bari.
Diploma di partecipazione alla Scuola C. Sylos” di Bitonto – prof. Nicola Bavaro – doc. Angela Pastoressa – doc. Anna Maria Moretti – doc. Angela Sforza – doc. Vincenza Minenna – doc. Angela Luise – doc. Nicoletta Maria Sblendorio – doc. Rosanna Castellano.
Il premio assegnato al poeta Nicola Zambetti, autore di diverse pubblicazioni, è un significativo riconoscimento per la sua genuina vena poetica anche nel dialetto.
“Di lui il critico letterario Lello Spinelli, nella prefazione ad un libro di poesia dell’autore barese scrive, tra l’altro quel che preme nella mente, nel cuore, nella fantasia di Nicola Zambetti è sempre e soltanto il bisogno di rappresentare la realtà delle cose, degli eventi, degli stessi ricordi col linguaggio delle immagini per significare il senso del nostro esistere nel mondo e nel sistema dell’immenso cosmo perché, in fondo, le strade della poesia possono essere infinite, imprevedibili e tutte possibili.
Avviene così che in questi “Frammenti d’anima” assai spesso i versi trovino aperture improvvise e sconfinate di immagini e di metafore nella stessa visione pessimista e disperata nella quale domina il “buio” anche se, a fine lettura delle liriche raccolte in questo volume, il messaggio poetico dell’autore, riesce ad accendere nella coscienza una fiamma di veggenza, di speranza oltre che di verità.
Analoga cosa avviene nella narrativa zambettiana (l’autore ha in corso di stampa il primo libro di racconti “Paesaggi umani”) nella quale l’artefice - e mi riferisco al termine sottolineato da Borges nelle sue “Lezioni americane” – nella creazione letteraria, ontologicamente unicum tra poesia e narrativa, conserva la medesima freschezza linguistica, spontanietà, accenti pessimisti ma anche di speranza, angoscia, dolore, amore, morte.
Una poesia tersa, questa di Zambetti, anche se a volte l’autore indulge ai timbri e agli accenti di durata orchestrale e aperture di compiacenza ornamentale che nulla tolgono alla profonda vibrazione dei suoi stessi sentimenti espressi senza artifici…”